La Chiesa di fronte alla sfida del Risorgimento

“Nel 1861 l’Italia risorse come stato unitario – sebbene ancor mutilato di alcune regioni – dopo quasi milletrecento anni di divisioni territoriali, politiche ed istituzionali. Non più semplice ‘espressione geografica’, entrò di pieno diritto nel consesso degli stati europei”.

La Diocesi di Imola in collaborazione con l’Ufficio per le iniziative culturali, presenta:

La mostra itinerante:

La Chiesa di fronte alla sfida del Risorgimento

A cura di Carlo Dalpane

Questa mostra vuole:

  1. Essere documentazione attenta;
  2. Porre in un’evidenza incontestabile le prodigiose opere compiute dalla Chiesa nell’intento di risollevare le sorti del popolo italiano, indifeso ed in molti casi umiliato;
  3. Descrivere l’esito finale di una contesa fra Stato e Nazione, e quindi fra Stato e Chiesa, conclusosi in un felice consenso a rapporti di pace e di reciproco aiuto.
  4. Contiene un accenno alla Conciliazione del 1929 e soprattutto all’opera efficace dai cattolici, nella ripresa dell’Italia, dopo una guerra duramente subita.

La mostra è composta da: 25 pannelli di sostegno autoreggenti cm 98 x 220 (griglia metallica e base) e 25 tavole di cm 70 x 100 illustrate con testi, fotografie e illustrazioni.
La mostra è stata preparata per essere itinerante. Sarà disponibile per parrocchie ed associazioni che ne faranno richiesta all’ufficio diocesano per le iniziative culturali. Gli interessati dovranno provvedere al trasporto delle strutture e garantirne un utilizzo rispettoso.

Indice delle tavole

1. Ricostruire un quadro di verità
2. Cronologia 1828-1948
3. Perché “Risorgimento”?
4. Il ritratto di un futuro papa
5. Dalla cattedra vescovile al soglio pontificio
6. Un papa traditore?
7. La Repubblica Romana
8. Proclamazione del dogma dell’Immacolato Concepimento della Madonna
9. La politica religiosa del Regno di Sardegna ed in seguito del Regno d’Italia
10. Proclamazione dell’Unità del Regno d’Italia: 17 marzo 1861
11. La “Questione Romana”
12. Le origini dell’Enciclica “Quanta cura” e del “Sillabo”
13. L’agonia di una terra
14. Il vero Padre di un popolo nel martirio
15. La guida sicura alla Verità
16. Un popolo emarginato, affamato, emigrato
17. Due grandi vescovi: Bonomelli e Scalabrini
18. La persona e l’opera di una madre eccezionale: S. Francesca Saverio Cabrini
19. L’apostolo della gioventù: S. Giovanni Bosco
20. Il padre dei sofferenti: S. Giuseppe Benedetto Cottolengo
21. L’Azione Cattolica e l’Opera dei Congressi
22. Uomini di lettere e di scienza a servizio della Nazione
23. La “Rerum Novarum” di Leone XIII
24. La tanto attesa Conciliazione fra Stato e Chiesa: 11 febbraio1929
25. Il determinante apporto dei cattolici alla Costituzione

Un libro accompagna la mostra

Ripercorre le tappe della mostra in modo più approfondito. È illustrato e può essere uno strumento utile per meglio comprendere il complesso periodo storico del Risorgimento italiano.
È in vendita al prezzo di 10 euro.
È edito dalla editrice ITACA che ne cura la distribuzione sul territorio nazionale.

–> Scarica il PDF con le informazioni dettagliate <–

(dalla prefazione al libro di Andrea Padovani)

“Nel 1861 l’Italia risorse come stato unitario – sebbene ancor mutilato di alcune regioni – dopo quasi milletrecento anni di divisioni territoriali, politiche ed istituzionali. Non più semplice ‘espressione geografica’, entrò di pieno diritto nel consesso degli stati europei. [...] Per i circoli massonici, legati culturalmente e politicamente all’esperienza rivoluzionaria francese nel suo prolungamento bonapartista, l’Italia avrebbe dovuto conformarsi alle tendenze in atto nei paesi europei avviati sulla strada della secolarizzazione, ormai liberi dall’incombente presenza del papato e della Chiesa cattolica.
La legislazione antiecclesiastica e i provvedimenti punitivi contro vescovi, sacerdoti, religiosi cui mons. Carlo Dalpane fa diretto ed esplicito riferimento trovano, entro questo quadro ideologico, coerente ed esaustiva spiegazione.
Fu miope calcolo: perché proprio l’anima cattolica costituiva l’unico cemento che ancora legava – in una innumerevole varietà di espressioni – popolazioni già frammentate in quegli stati che, appunto, il vittorioso esercito sabaudo e i Mille di Garibaldi avevano appena cancellato. Neppure la lingua – parlata appena dal tre per cento degli abitanti della penisola – poteva garantire una vera unità culturale.[...] Colpito nel profondo sacrario della coscienza, impoverito dalla soppressione degli enti cattolici assistenziali, privato delle confraternite nelle quali da sempre si raccoglieva, il popolo reagì con sospettosa diffidenza verso il nuovo assetto statale. Addirittura, nel Sud, schierandosi con i ‘banditi’ che spesso erano guidati da ex militari borbonici. [...] L’economia meridionale, soprattutto, ne soffrì in maniera irreparabile. [...] L’emigrazione di massa, protratta per oltre cinquant’anni, fu la valvola di sfogo di una situazione fattasi, con tutta evidenza, insostenibile.
Certo, gli errori di valutazione commessi l’indomani dell’unità non si ridussero soltanto a quelli qui sinteticamente esposti. Considerate le diversità sociali ed economiche, anziché progettare uno stato fortemente accentrato, sarebbe stato più avveduto attuare un modello federale come – del resto – auspicato da alcuni intellettuali cattolici, Gioberti e Rosmini su tutti. Ora, proprio sull’apporto del mondo cattolico e dei pontefici regnanti fino al chiudersi del XIX secolo indugia questo agile volumetto il cui fine è riempire un vuoto, evidente soprattutto nella manualistica corrente destinata alle scuole superiori. Carlo Dalpane coglie l’obiettivo in maniera sostanzialmente equilibrata, individuando e sottolineando alcuni nodi problematici che ancora si rivelano di stringente attualità. [...] Penso qui, in particolare, all’eredità del relativismo, della secolarizzazione, dell’ateismo scientifico e pratico: tutti frutti di un albero che affonda le sue radici nella cultura dell’Ottocento e dai quali Pio IX mise in guardia non solo i fedeli, ma l’intelligenza europea con la pubblicazione del Sillabo. Una rimeditata lettura di quel documento – per la quale Dalpane offre già alcune indicazioni – potrà discernere ciò che di esso è ancora vitale da quanto, viceversa, appartiene al quadro complesso dei tempi e risente di roventi, appassionate polemiche”.

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