Luca Diotallevi: partecipazione un dovere per i cattolici

Consulta dell’Apostolato dei laici

Giovedì 15 Dicembre (alle ore 20.45 presso la Sala Conferenze del Museo diocesano) iniziano gli incontri di dottrina sociale

Luca Diotallevi, docente di sociologia all’Università Roma Tre e Vicepresidente del Comitato organizzatore delle Settimane sociali dei Cattolici italiani, sarà l’ospite del primo appuntamento degli Incontri di dottrina sociale 2011/2012. Il ciclo di tre conferenze organizzate dalla Consulta diocesana dell’Apostolato dei laici avrà per tema la “partecipazione”.  A lui il compito di introdurre il valore della partecipazione alla luce della dottrina sociale della Chiesa e il contributo che i cristiani laici possono dare alla costruzione della società.

Presentiamo un estratto dell’intervista a cura di Matteo Manzoni, pubblicata sul Nuovo diario Messaggero del 10 dicembre scorso.

Professor Diotallevi, a circa un anno dalla Settimana Sociale (ndr. ottobre 2010), continuano in giro per l’Italia gli incontri organizzati per capire l’attualità dell’Agenda di speranza per il paese tracciata attraverso il lavoro di Reggio Calabria.  Che eredità pensa abbia questa esperienza?
Reggio Calabria porta con se tre eredità. La prima che tanta gente ha sperimentato il metodo del discernimento. Un metodo che fa parte della tradizione cristiana e che comporta uno stare di fronte alle cose avendo presente i principi e le scelte da fare, ma senza confondere i principi e le scelte. Le scelte devono  sempre essere il frutto di un esercizio responsabile della libertà. Una seconda eredità riguarda la straordinaria attualità di quanto è emerso dai lavori di Reggio Calabria. Solo per fare un esempio, se uno prende il documento finale della Settimana nella parte economica e guarda le richieste fatte in estate dalla BCE all’Italia trova grande consonanza. La terza eredità  è data dal fatto che è emerso con chiarezza che se mettiamo al centro le cose da fare e non le preferenze politiche la possibilità di convergenza è ampia.

Da più parti, da ultimo con i movimenti degli indignati, sembra essere tornata una grande voglia di partecipazione, cosa ne pensa?
Nonostante sia ampiamente giustificata una risposta indignata, questa ha anche una dimensione “narcisistica” e in ultima istanza, rischia di non disturbare più di tanto chi governa. La partecipazione invece agisce non solo sulla parte emotiva, ma anche su quella razionale. Ha bisogno di istituzioni, di regole, di strumenti… Per i cattolici direi che non c’è una “voglia” di partecipazione, ma un “dovere” alla partecipazione, che sia intelligente, pensata, esigente…

 Il Libro: L’ultima chance. Per una generazione nuova dei cattolici in politica

Appena uscito nelle librerie e accolto subito con grande attenzione (alla presentazione, alla Camera  dei Deputati, la settimana scorsa sono intervenuti tra gli altri i ministri, Ornaghi e Riccardi) l’ultimo libro di Luca Diotallevi  – L’ultima chance. Per una generazione nuova dei cattolici in politica, Rubbettino Editore -  affronta le sfide di fronte a cui si trova la società Italiana. L’autore, che diffida  delle spinte nostalgiche neocentriste in atto in questa fase di transizione infinita del sistema politico italiano e dall’altro mette in guardia dagli atteggiamenti solamente lobbystici  di rapporto con la politica (che possono portare anche a confondere domanda e offerta politica), difende le ragioni del bipolarismo e chiede una maggiore soggettività del laicato cattolico italiano in politica. Una nuova centralità della società, una riforma dello stato o una cornice Europea più forte, a patto che sia non un superstato ma una poliarchia, sono alcune delle sfide delineate.  Grandi riforme, si potrebbe riassumere, in cerca di riformisti autentici.

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