Dante, poeta del desiderio

Il prossimo 23 novembre sarà ospite a Imola Franco Nembrini, insegnante e autore di molte opere dedicate al tema dell’educazione tra cui quella che verrà a presentare in questa occasione, Dante poeta del desiderio (edizioni Itaca). Alcuni ragazzi delle scuole superiori di Imola, che hanno già avuto modo di conoscerlo personalmente o attraverso i suoi libri, hanno deciso in quest’ultimo mese di approfondire la lettura di Dante incontrandosi al di fuori della scuola. Hanno scelto di dedicare parte del loro tempo libero per prendere sul serio l’ipotesi educativa proposta da Nembrini: quello che dice Dante ha a che fare con la mia vita?
Io li ho accompagnati in questi incontri; sono ragazzi di età diverse, scuole diverse, con caratteri diversi. Le nostre chiacchierate su Dante sono sempre partite dalla concretezza della loro vita, ci raccontavamo cosa fosse successo a ciascuno nella propria settimana scolastica.

Quello che è emerso di volta in volta è la sana irruenza dell’adolescenza: i ragazzi non parlano a mezze parole, ogni piccola o grande circostanza fa spingere loro l’acceleratore, vanno dritti al cuore delle loro esigenze. Usano parole come fatica, dolore, amore, libertà e, nel corso di questi nostri incontri, ci siamo accorti che – puntualmente – Dante li chiama in causa come lettori proprio all’altezza di queste loro grandi aspettative o difficoltà. Ad esempio, uno di loro aveva studiato il canto del suicida Pier Delle Vigne proprio nella settimana in cui la cronaca documentava a Roma il caso di un bambino suicidatosi a 10 anni: abbiamo affondato le mani in questa ferita e, leggendo come la poesia di Dante racconta questo tipo di dramma umano, non ci siamo ritrovati a fare una disquisizione letteraria, ma abbiamo visto che le rime, i versi e le parole scelte dal poeta altro non volevano se non spingerci a guardare in modo autentico la domanda: dire ‘no’ alla mia vita risolve il problema del male e del dolore che sento?

Molti di loro, poi, hanno parlato dell’attuale disagio scolastico, relativo alle agitazioni e agli scioperi. Molta incertezza e poca chiarezza dappertutto. Ne abbiamo discusso l’ultima sera che ci siamo visti e avevamo in programma di leggere il canto di Ulisse: siamo finiti a guardare un verbo, quello che c’è nei celebri versi ‘considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti…’. Considerate, dice Ulisse per incitare i suoi uomini ad avventurarsi oltre le Colonne d’Ercole. E considerare significa – etimologicamente – misurare la grandezza di una cosa avendo come unità di misura le sidera, le stelle. Questo è il provocatorio tipo di educazione che Dante propone (anche agli insegnanti di oggi) ed è uno sguardo a cui i ragazzi si aggrappano tenacemente: qualcuno che in ogni circostanza piccola o grande parli loro non rimpicciolendo l’orizzonte, ma usando fiduciosamente l’unità di misura più adeguata all’uomo, l’attesa di un bene infinito.
Annalisa Teggi

Alcuni problemi tecnici ci hanno costretto a tagliare i primi 8 minuti di conferenza, ci scusiamo per questo disagio. Grazie.

Un commento

  1. Teresa Vittori

    Si potrebbe anche ritrovare sul sito della Diocesi di Imola come ai bei tempi non tanto passati, la lezione del prof. Nembrini in video , così da poterla riascoltare, ripensare per via e meditare come si deve? Sarebbe un grandissimo servizio reso alla collettività,( non solo imolese, ma italiana), agli studenti, agli insegnanti che non possono essere presenti. Sarebbe in ultimo una carità cristiana, e anche una testimonianza di fede! Ovviamente se è possibile. Grazie, Teresa Vittori

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