CANTIAMO AL SIGNORE – INCONTRI SUI SALMI

Al via il 27 Febbraio un ciclo di meditazione sui salmi «Cantate al Signore un canto nuovo. Pregare cantando i Salmi».

Che si possa pregare attraverso la musica ne è convinto anche Agostino. Anzi, il santo d’Ippona va oltre e rilancia: «Chi canta prega due volte». Una tesi che sposa, anche il Coro Interparrocchiale Diocesi di Imola . La Chiesa e Convento dell’Osservanza è il luogo in cui si terrannà ogni ultimo Venerdì del mese a partire dal 27 Febbraio il ciclo di meditazioni «Cantate al Signore un canto nuovo. Pregare cantando i Salmi».

Nuova-immagine-salmiGli incontri saranno condotti da Padre Giuseppe De Carlo, biblista da poco giunto nella nostra Diocesi, e saranno animati dal Coro Interparrocchiale Diocesi di Imola. L’incontro con Dio riempie il cuore dell’uomo, instillando in esso «il desiderio di cantare». «Salmo» è parola che deriva dal greco «psallo», cioè «scuotere» e quindi «toccare le corde di uno strumento musicale». Da lì, infine, «cantare». «E i salmi sono tanti, ognuno adatto ad una circostanza diversa – chiarisce il sacerdote -, ma tutti sono un riassunto della preghiera cristiana». Ricchi di immagini, «fanno riferimento a Cristo ed è bello conoscerli ed innamorarsene».

A proposito del tema del primo incontro (Salmo 50, «MISERERE MEI »), « Pietà di me, o Dio, nel tuo amore; nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità. Lavami tutto dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro… è il Salmo attribuito a David che chiede perdono a Dio dopo il peccato con Betsabea, e l’uccisione di suo marito Uria,così come viene raccontato nel 2 libro di Samuele.».

Il fine di queste meditazioni sta allora «nell’imparare a conoscere le preghiere dei Salmi» e magari far crescere la spiritualità negli uomini per «trasformarla in qualcosa di più profondo».
«La parte divertente spiega il direttore, sarà quando a serata conclusa sapremo cantare insieme», proprio grazie alla comunione nello Spirito. In questi 15 anni di vita del Coro Interparrocchiale in Diocesi, abbiamo visto fiorire una vocazione alla vita religiosa. «Sarà anche merito della vicinanza con la liturgia – ipotizza il direttore -, al cui servizio è votato il nostro canto, come pure sarà grazie agli incontri di formazione e preghiera che promuoviamo e che ogni tanto ci danno frutti così preziosi».

Giovanni Capelli

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