“PATERSON” di Jim Jarmush

Giovedì 16 novembre 2017

Cinema donfiorentini

Viale Marconi 31/A – Imola

inizio proiezione ore 21

Ingresso 4 euro

 

“Paterson”, di Jim Jarmush, è il film che verrà proiettato al donfiorentini per il secondo appuntamento di “In caso di amore”, il giovedì 16 novembre alle ore 21. Fa parte del percorso che comprende film e incontri che vogliono stimolare la riflessione sulle dinamiche relazionali all’interno della famiglia alla luce dell’Amoris laetitia, un progetto messo a punto dal cinema donfiorentini in collaborazione con gli uffici diocesani della pastorale per la famiglia e della cultura e comunicazioni sociali.

Paterson, Laura e Marvin, una coppia e un cane, sono I protagonist di una vita abitudinaria che potrebbe rappresentare la noia e, invece, assume lo statuto dell’intimo Paradiso. Oggi ancora, domani e dopo domani: è il “sempre” dell’unione amorosa. È possibile nutrirsi insieme della routine? Può diventare la poesia nella coppia?

La poesia e il cinema nell’opera di Jim Jarmush sono narrate come capacità e possibilità di uno sguardo altro sulla realtà. È quello a cui si allena ogni giorno il protagonista Paterson, conducente di autobus nella cittadina omonima. Le parole di Paterson, fissate in un taccuino che ha le ore contate a causa della gelosia del cane Marvin, sono la mappatura delle ricorrenze dell’amore. Bisogna, infatti, essere un poeta del quotidiano per riuscire a trasfigurare la routine di ogni giornata. Dallo spartito della noia alla partitura dell’armonia dove la gentilezza è la cifra dello sguardo che converte in eternità l’amore nella coppia, la dedizione di una professione, la cura per un animale e tanti altri riti di ogni giorno.

Il nostro amore quotidiano (AL 90)

«Più tardi capisci che c’è un’altra dimensione: il tempo». Come viene detto nel film, non ci sono solo tre dimensioni e non siamo collocati solo in uno spazio. La quarta dimensione, il tempo, segna la vita di ognuno in modo indelebile. Anzi, trasforma la nostra vita in una storia o, con una parola cara ad Amoris laetitia, in un cammino. Il film mette in scena in maniera magistrale come la relazione tra i due protagonisti diventi storia, passo dopo passo. Alcune abitudini quotidiane, che potrebbero avere il sapore della routine o della noia, alla luce dell’amore e della relazione diventano il tempo opportuno per spiegare tale storia.

L’esortazione di papa Francesco ripropone più volte le espressioni «giorno dopo giorno», «giorno per giorno», quasi come un ritornello, che dà un ritmo preciso al testo e al cammino: il ritmo della vita quotidiana. Infatti, dal momento che «ogni giorno, entrare nella vita dell’altro, chiede la delicatezza di un atteggiamento non invasivo, che rinnova la fiducia e il rispetto», «l’amore, quanto più è intimo e profondo, tanto più esige il rispetto della libertà e la capacità di attendere che l’altro apra la porta del suo cuore» (AL 99).

Amoris laetitia riconosce lucidamente che «non possiamo prometterci di avere gli stessi sentimenti per tutta la vita. Ma possiamo certamente avere un progetto comune stabile, impegnarci ad amarci e a vivere uniti finché la morte non ci separi, e vivere sempre una ricca intimità» (AL 163). Solo in questo modo «si mantiene viva ogni giorno la decisione di amare, di appartenersi, di condividere la vita intera e di continuare ad amarsi e perdonarsi. Ciascuno dei due compie un cammino di crescita e di cambiamento personale. Nel corso di tale cammino, l’amore celebra ogni passo e ogni nuova tappa» (AL 163). Infatti, non si tratta solo di conservare l’amore, ma di «farlo crescere. È il cammino di costruirsi giorno per giorno» (AL 164).

Le famose tre parole “permesso”, “grazie”, “scusa”, verso cui siamo tutti invitati di essere «generosi nel ripeterle giorno dopo giorno», assieme alle altre «parole adatte, dette al momento giusto, proteggono e alimentano l’amore giorno dopo giorno» (AL 133). In tale progetto di coppia e di famiglia da portare avanti insieme, «lo sguardo si rivolge al futuro che bisogna costruire giorno per giorno con la grazia di Dio, e proprio per questo non si pretende dal coniuge che sia perfetto» (AL 218). Senza amore: perché uno deve esistere?

A cura dell’ACEC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema)

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Paterson

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