“Dopo l’amore” – 12 aprile 2018 ore 21 al donfiorentini

Il film di di Joachim Lafosse è il penultimo appuntamento di “In caso di amore”, il ciclo che comprende film e incontri per stimolare la riflessione sulle dinamiche relazionali all’interno della famiglia alla luce dell’Amoris laetitia. Un progetto nato dalla collaborazione tra il cinema donfiorentini e gli uffici diocesani della pastorale per la famiglia e della cultura.

Sotto lo stesso tetto Marie e Boris gestiscono una separazione matrimoniale in bilico tra vendetta economica e il desiderio di tornare ad amarsi.

L’économie du couple è il titolo originale ed emblematico del potente film di Lafosse, un’opera millimetrica sulla spartizione delle colpe e degli averi di una relazione finita all’angolo. Attorno due gemelline che chiedono di capire cosa sta succedendo in questa casa divisa in due parti con regole e giorni che le mettono in subbuglio paradossalmente nel nido in cui sono nate. Marie e Boris vogliono lasciarsi, come capita spesso, ciascuno alle proprie condizioni che diventano prima di tutto un affare economico. Scene quanto mai odierne per tante famiglie fino a poco prima attraversate da valori di tutt’altro sapore. Non si capisce più di chi è questa casa: di chi la possiede? Di chi l’ha ristrutturata? Boris desidera che le sue doti vengano ammesse. Marie non può farlo, altrimenti dovrebbe far posto a sentimenti di tenerezza pericolosi che aprirebbero forse una breccia nel suo cuore. Amici e parenti stanno a guardare.

«E pensare che l’ho amato. L’ho veramente amato. Io lo detesto. Come sono potuta arrivare a questo punto?». Perché l’amore si trasforma nel suo contrario? Papa Francesco risponde che «un amore debole o malato, incapace di accettare il matrimonio come una sfida che richiede di lottare, di rinascere, di reinventarsi e ricominciare sempre di nuovo fino alla morte, non è in grado di sostenere un livello alto di impegno. Cede alla cultura del provvisorio, che impedisce un processo costante di crescita» (AL 124).

Invece, «non si vive insieme per essere sempre meno felici, ma per imparare ad essere felici in modo nuovo, a partire dalle possibilità aperte da una nuova tappa (AL 232).

Nell’analisi della crisi di coppia offerta dall’Amoris Laetitia viene individuato come centrale il tema della comunicazione: «In una crisi non affrontata, quello che più si compromette è la comunicazione» (AL 233). Ed è quello che succede alla coppia del film: manca la parola. Anche le parole dette alle figlie appaiono insufficienti. Mancano le parole perché è stata persa la parola iniziale, la parola della promessa.

Di fronte a questo, risuonano le parole di un amico del padre di lei: «Gli ho promesso che ci sarei stato». Non sono anche le parole che ci si scambia nel giorno del matrimonio, forse dimenticate dalla coppia del film? «Quel “sì” significa dire all’altro che potrà sempre fidarsi, che non sarà abbandonato se perderà attrattiva, se avrà difficoltà o se si offriranno nuove possibilità di piacere o di interessi egoistici» (AL 132).

Alla proiezione del 12 seguirà, come ultimo appuntamento, un’incontro al Seminario di Montericco dal titolo “famiglia forza nella fragilità”: giornata aperta a famiglie, giovani coppie, fidanzati con la presenza dei coniugi Ventriglia.

A cura dell’ACEC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema)

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