Agnus Dei – 29 novembre ore 20,45

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Seconda serata della rassegna “Pancia, testa, cuore” al cinema donfiorentini

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La realtà accade.

Che dei soldati abbiano abusato più volte delle suore di un convento è un fatto. È un fatto anche che sette di loro siano rimaste incinte. La realtà accade e costringe a prendere posizione. C’è però chi vuol far finta che i fatti non accadano, c’è anche chi nasconde la testa, come gli struzzi… per non vedere la realtà. Ma la realtà inesorabilmente accade. Ed è proprio quando uno accetta che la realtà accada, che permette al cuore di mettere in moto tutto ciò che lo abita. Il film ci racconta come vive chi ci si impegna a stare di fronte al “qui e ora” delle circostanze e come vive chi rifiuta il “qui e ora” delle circostanze.

È così che scopriamo che ci sono suore (ma in situazioni diverse facciamo anche noi come loro!) che di fronte all’evidenza della gravidanza (il loro “qui e ora”) non vogliono farsi toccare, bloccate dal pudore e dalla paura di peccare.

Altre sono schiacciate dal senso di colpa. Altre sono preoccupate dell’immagine del convento e vogliono evitare vergogna e disonore. Altre sono schiacciate dal dubbio: possibile che Dio abbia voluto questo scempio? E ora, dove è? Altre si domandano come una religiosa possa affrontare lo stupro e che senso dare a questa ferita intima. Altre hanno paura di andare contro la regola o hanno l’impressione di non avere più fede. Altre decidono che è necessario mantenere il segreto, e di attendere che il tempo metta tutto a tacere, sperando che il dimenticare coincida con il cominciare a vivere. Altre, come la madre badessa, vogliono vivere maternità e responsabilità nei confronti delle suore, ma fanno scelte dove non si comprende bene se sia la paura, la chiusura del cuore, l’ostinazione o l’amore… a guidare le decisioni.

Come è difficile “stare” nel qui e ora!

Eppure è proprio quello il trampolino di lancio per il rinnovamento della vita, per liberare risorse e per generare nuovi cammini. È quello che cercano di fare Matilde e una delle suore del convento, riuscendo a contagiare anche le altre. Accade così che, prendendo sul serio il qui e ora, la suora vince la paura, esce di nascosto dal convento e chiede aiuto. Accade che il medico Matilde decide di aiutare e di essere fedele all’aiuto, nonostante le difficoltà e i richiami. Accade che tutte imparano e mettersi nei panni dell’altro, a vedere le cose da un altro punto di vista, a far cadere i muri della paura. Accade che può nascere un’idea (geniale!) capace di armonizzare i valori professati con la realtà e con la vocazione di ciascuno.

Il film lascia dentro mille domande:

  • Le suore non vogliono tradire la loro vocazione. E io ho coscienza del compito che la vita ha affidato proprio a me? Sono disposto a portarlo avanti disponibile al nuovo che le circostanze possono chiedermi o sono schiavo di schemi, di ideologie, di sensi di colpa, di paure…?
  • C’è qualcuno che mi accompagna nel cammino della vita, come fa Matilde con le suore? Non qualcuno che decida al mio posto o col quale cercare consolazioni, ma qualcuno che mi aiuti a guardare in faccia alla realtà e ad attivare le risorse che ho per dare risposta ai problemi con responsabilità e creatività?
  • C’è una parte “segreta” che accompagna la vita di ciascuno. Questo aspetto segreto della vita è una scusa per il disimpegno e per non affrontare la realtà oppure è una forma di rispetto e di amorosa attesa per capire meglio la realtà, per imparare a mettermi nei panni dell’altro, coinvolgermi e cercare risposte, come è stato per Matilde?

Don Ottorino Rizzi

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