Primo Levi e Mario Rigoni Stern: due uomini nella bufera

« Ho due fratelli con molta vita alle spalle / nati all’ombra delle montagne » scrisse Primo Levi in una poesia dedicata a Mario Rigoni Stern e Nuto Revelli, che dopo aver « imparato l’indignazione / nella neve di un Paese lontano », lasciarono per i compagni caduti, per sé e per noi posteri « libri non inutili ». L’importanza, almeno triplice, di queste vive testimonianze rischia oggi – e come sempre, come in ogni tempo della storia, forse… – di passare inosservata e cadere nel dimenticatoio. E dall’incuria verso il passato al ripetersi di questo sotto nuove spoglie il passo è ogni volta, tremendamente, breve.

Levi, tra le molte pagine regalateci, ha lasciato un’impareggiabile e spietata analisi delle dinamiche (in)umane all’opera nei campi di sterminio; Rigoni Stern il racconto concreto, in prima persona, di un’umanità solida, ancorata alla terra, ai suoi ritmi secolari, e ad un profondo rispetto reciproco, malgrado le terribili bufere che hanno sconvolto l’Europa del ventesimo secolo.

« Come me hanno tollerato, la vista / di Medusa, che non li ha impietriti » prosegue Levi nella breve poesia citata poc’anzi, e nella serata di venerdì 25 gennaio ci inoltreremo insieme nelle maniere personali, differenti e per molti versi complementari, in cui i due grandi scrittori hanno affrontato le tragedie del loro tempo senza lasciarsi « impietrire / dalla lenta nevicata dei giorni ».

Venerdì 25 gennaio 2019, ore 20.45

Istituto Santa Caterina, sala “Dopo di noi” (Via Cavour 2/e, Imola)

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