Primo incontro martedì 9 aprile

Ore 20,45 nel salone del Vescovado a Imola

Tre incontri a partire dal documento sulla Fratellanza umana

Fra tanti segnali di guerra - «una terza guerra mondiale a pezzi», come dice papa Francesco – ecco alcuni segnali di pace. Così sono stati chiamati tre incontri che si terranno in diocesi in aprile e maggio per presentare l’importante documento «Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune», firmato il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahamad al-Tayyib.

Preoccupanti sono i tanti luoghi nel mondo in cui si combatte e ci si uccide, in cui milioni di persone vivono nella paura magari da anni, in cui la sofferenza schiaccia la vita dei più indifesi; ma preoccupante è anche il clima di odio razzista che viene diffuso dalle nostre parti e che a volte si tenta di giustificare addirittura con argomenti religiosi ed evangelici. Importanti sono allora questi segnali di pace proposti unitariamente da quattro Uffici diocesani (anche questo è bello e significativo): Ecumenismo e Dialogo interreligioso, Cultura, Caritas e Centri missionari della diocesi e dei cappuccini.

Il primo incontro sarà martedì 9 aprile alle ore 20,45 nel salone del Vescovado a Imola. Don Fabrizio Mandreoli, docente alla Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna e incaricato del dialogo interreligioso nella diocesi di Bologna e il dott. Ibrahim Maarad, giornalista di Rimini, ci presenteranno i più recenti e significativi «segnali di fratellanza umana»che riscontrano e in particolare ci diranno come il mondo cristiano e quello musulmano hanno accolto il documento firmato ad Abu Dhabi.

Il secondo incontro si svolgerà venerdì 3 maggio alle ore 20,45 nella sala conferenze della Collegiata di Lugo. L’arcivescovo di Modena, mons. Erio Castellucci ci spiegherà «i contenuti teologici e pastorali del documento sulla fratellanza umana». Abbiamo invitato un teologo molto autorevole, perché alcune affermazioni che troviamo nel documento hanno creato qualche perplessità in alcuni settori del mondo cattolico, come la seguente: «Il pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani. Questa sapienza divina è l’origine da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi». Già il Concilio Vaticano II, più di 50 anni fa, aveva parlato di «libertà religiosa»…, ma il Presidente della Commissione CEI per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesici chiarirà ogni cosa, compreso anche il senso preciso di quella «fratellanza umana»…

Il terzo incontro sarà il giorno dopo e cioè sabato 4 maggio ai Cappuccini di Imola. Si tratta di tutto un pomeriggio, chiamato «il tè della pace». Inizierà alle 15,30 con l’accoglienza a base di tè e dolci, cui seguirà alle 16,30 la presentazione della giornata. Dalle 17,15 alle 17,45 ci sarà un momento di preghiera (la comunità islamica nella sala San Paolo, le comunità cristiane nella chiesa); dalle 18,00 alle 20,00 tutti in teatro per la tavola rotonda di dialogo ecumenico e interreligioso su «I figli di Abramo: l’ospitalità dalla fede»alla quale parteciperanno i coniugi Baldisserri (cattolici), Vasile Florin Ghiran (ortodosso), Giacomo Casolari (evangelico della riconciliazione), Roberto Picardo (musulmano). Alle ore 20,00 è prevista la cena con pastasciutta e cous cous. Si parlerà di e si sperimenterà l’ospitalità vicendevole.

«Il dialogo tra i credenti – vien detto nel documento sulla Fratellanza umana – significa incontrarsi nell’enorme spazio dei valori spirituali, umani e sociali comuni».

padre Dino Dozzi

direttore dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso

2019-FratellanzaUmana-WEB

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